Miles Davis - Kind of Blue

Columbia Records - 1959

Miles Davis trumpet

Julian "Cannonball" Adderley sax alto

John Coltrane tenor tenor saxofone

Wynton Kelly piano

Bill Evans piano

Paul Chambers bass

Jimmy Cobb drums


TRACKS

So What

Freddie Freeloader

Blu in green

All blues

Flamenco Sketches

 
MILES DAVIS - KIND OF BLUE
Recensione di Adriana Tessier - giugno 2012

Da amare incondizionatamente e per sempre, Kind of blue rappresenta la punta di diamante di un’importante rivoluzione artistica, una pagina innovativa della storia musicale, nata da una logica rigorosa ma illuminata dalla creatività ispirata dei grandi musicisti che l’hanno scritta:Miles Davis (tromba), John Coltrane (sax tenore)Julian “Cannonball” Adderley (sax contralto)Jimmy Cobb (batteria), Paul Chambers (contrabbasso) Bill Evans (piano),quest’ultimo sostituito da Winton Kelly soltanto in uno di brani del LP (“Freddie Freeloder”).

Un sestetto eccezionale - accuratamente scelto da Miles Davis, il cui istinto in tal senso era a dir poco geniale – unitosi poco prima e scioltosi poco dopo la registrazione dell’album e che in questa combinazione generò quella che oggi è considerata tra le migliori produzioni di musica jazz di tutti i tempi.

Registrato nel 1959 a New York, presso lo studio della Columbia Records, Kind Of Blue ha modificato radicalmente la storia dell’improvvisazione jazz, rivoluzionandone l’approccio, la costruzione e lo sviluppo, traslandola da un piano prevalentemente verticale (armonia, accordi) a uno prevalentemente orizzontale (melodia, scale).

È lo stesso Miles Davis a raccontare dell’intenzione di trasferire nell’album atmosfere, sensazioni ed esperienze che vanno da ricordi giovanili di canti gospel in Arkansas, alla gestualità e alla poliritmia di balli africani, fino alla musica di Sergej Rachmaninov

…Ma un elemento decisivo per la felice realizzazione di questo capolavoro fu di certo la condivisione con Bill Evans dell’idea – pur se scaturita nei due da input diversi - di tracciare ed esplorare un percorso verso un jazz più intimista ed essenziale nelle strutture armoniche, libero dal legame con gli accordi e quindi aperto a maggiori possibilità d’improvvisazione melodica e libertà espressiva da parte dei solisti.

Il cosiddetto “jazz modale”, già teorizzato qualche tempo prima da George Russel, compositore geniale e amico di Miles Davis.

Fu proprio George Russel a segnalare a Davis il nome di Bill Evans: un pianista di formazione classica con un debole per l'impressionismo di Maurice Ravel e Claude Debussy, in grado di spaziare oltre le restrizioni degli accordi e con la particolare capacità di “suggerire” piuttosto che di suonare esplicitamente gli stessi.

È un dato storico, però, che Kind Of Blue sia stato concepito solo qualche ora prima delle due sessioni di registrazione, scaturendo da brevi e specifiche linee guida di Miles Davis al gruppo di musicisti, che mai, prima dell’incisione, avevano suonato i brani in questione (Davis fornì solo degli accenni di linee melodiche su cui improvvisare).

Nonostante ciò, come lo stesso Bill Evans scriverà nelle note di copertina del LP, in questa registrazione appaiono brillantemente risolte non solo l’esigenza “tecnica”di un pensare collettivo coerente ma anche quella “umana e sociale” di una sintonia empatica tra i solisti coinvolti.

È forse per questo motivo che, trascendendo ampiamente le mere intenzioni “teoriche”, il risultato ottenuto dagli straordinari musicisti impegnati in questo splendido album è di altissimo livello qualitativo per quanto concerne scrittura, arrangiamenti, atmosfere e per l’incredibile bellezza e originalità delle improvvisazioni che ne sono scaturite.

L’unicità di Kind of Blue affascina anche dopo infiniti ascolti… Non a caso nelle note di copertina Jimmy Cobb scrisse: “Quest’album deve essere stato fatto in paradiso“.

Ascoltare per credere.