JORGE OMAR KOHAN
"tangamente" parlando
di Adriana Tessier - settembre 2009
In quale contesto, familiare e sociale, vivevi quando hai cominciato a suonare la chitarra? Quanti anni avevi?
Ho cominciato le prime lezioni di chitarra a 9 anni, durante gli anni dell'ultima dittatura militare in Argentina.Mio padre, architetto, figlio di argentini con ascendenza di russi e polacchi; mia madre, bravissima maestra di Musica nelle scuole, di padre libanese.Olga, mia sorella maggiore (ora ingegnere aeronautico), mio fratello Sergio (ora artista plastico) e la nonna Josefa.Una famiglia di classe media in cui si dava molta importanza all'educazione. L'arte e la musica erano molto presenti... 
 
Ricordi le sensazioni legate a queste tue prime esperienze con la chitarra?
Era il 1980 quando Humberto Cannataro cominciò a venire a casa mia. Mia madre, mio fratello Sergio e io, prendevamo lezioni insieme (dopo molti anni realizzai che quell'anziano signore, che ci insegnava ad accompagnare canzoni del folclore e Tango, era stato un grande chitarrista accompagnatore nelle decadi del boom). Le introduzioni "punteadas" (realizzate con la punta delle dita, ndr) e annotate in una tablatura particolare, cominciarono ad essere uno dei miei divertimenti preferiti.
 
Il tuo percorso formativo è stato comune a quello della maggioranza dei chitarristi argentini oppure è stato indirizzato secondo scelte personali?
Direi di si, abbastanza comune alla maggioranza: qualche anno con un professore "de barrio" (di quartiere, ndr); poi un passaggio abbastanza prolungato nel Conservatorio (nel mio caso la Escuela Nacional de Música e il Conservatorio Nacional); la partecipazione a molti corsi di perfezionamento e masterlass con tutti i maestri possibili. Infine, la scelta di un cammino personale, nel mio caso la Musica Popolare, il Tango, la Composizione. Forse quello che è insolito è l'aver intrapreso la strada della composizione dopo i 30 anni d'età! 
 
In effetti la tua attività di compositore è più recente rispetto a quella di interprete e di didatta. Cosa ti ha spinto a cominciare?
Certamente si può dire che come compositore ho cominciato "da grande". La profonda conoscenza del genere Tango ha avuto molto a che vedere con questa scelta.É una caratteristica del Tango (dalla decade degli anni '30) che esistano "arrangiatori" e che a loro volta gli arrangiamenti modifichino sostanzialmente la partitura originale. Così ho cominciato arrangiando per chitarra molti vecchi tanghi.L' "impulso" decisivo me lo diede la mia Maestra Laura Baade, con la quale ho studiato composizione. In prima classe, vedendo i miei arrangiamenti, affermò che erano molto vicini ad essere delle vere composizioni.Arrivai con l'idea di studiare qualche anno per vedere cosa succedeva e invece incontrai qualcuno che mi disse: "per la prossima settimana portami una tua composizione"!
 
La tua attività compositiva, quella didattica come titolare di una cattedra di chitarra-tango, la partecipazione al gruppo La Camorra, sono particolarmente focalizzate sul Tango. «Personifica sia la diversità culturale, sia il dialogo. Rappresenta l'essenza di una comunità e pertanto merita di essere salvaguardato». Con questa motivazione, nel settembre 2009, l'UNESCO l'ha dichiarato Patrimonio culturale dell'Umanità. Quanto profondamente è radicata questa forma nella cultura argentina?
A Buenos Aires il Tango è molto ma molto profondamente radicato. E, anche se meno, anche nel resto del paese. Nel modo di parlare, di muoversi e di vivere. Ci sono stati senza dubbio anni di proibizioni, di silenzio di tutti i tipi di espressione genuina e popolare. Ma, a partire dal recupero del sistema democratico, queste sono di nuovo lentamente affiorate. La musica qui è un modo di esprimere che si vive "tangamente" e questo si riflette anche nel Cinema, nel Teatro, nella Letteratura, nellla Pittura, nella Danza. Persino un musicista di rock di solito ha forti influenze "tanguere"!
 
Cosa vuol dire vivere "tangamente?"
A volte abbiamo bisogno di una nuova parola per riassumere un gran numero di idee. Tangamente ... è una parola inventata da quello che fu il più importante paroliere di Tango che collaborò con Astor Piazzolla: Horacio Ferrer. In "Balada para mi muerte" usa questo termine inteso come un sentimento intensamente "tragico". Ancora si conserva la malinconia trasmessa da nonni o bisnonni immigrati (spagnoli, italiani ed europei in generale) che si sentivano sradicati ma che si "fusero" e che, nonostante gli svantaggi sociali, cercarono una vita migliore per i loro discendenti.Dall'altro lato, quello musicale-interpretativo, è essenziale capire che al porteño è tanto naturale interpretare il TANGO non solo perchè lo suona ma perché È tanguero... Perché, ad esempio, cammina per strada e al tempo stesso va fischiettando tanghi, provando sempre nuovi passi, comprimendo, stirando e tornando a far coincidere il tempo. In un altro tango, Ferrer descrive Anibal Troilo, uno dei maggiori referenti del genere, dicendo che "cammina dritto e si ritrova storto". 
 

Jorge Omar Kohan
 
Una relazione con la musica improntata a un senso di felicità totale: ecco ciò che Jorge Omar Kohan, giovane chitarrista, didatta e compositore argentino, esprime immediatamente tanto nelle varie espressioni artistiche con cui si rivela al pubblico o ai suoi studenti, quanto nell'attenta ricerca e rielaborazione di vecchi tangos e nella composizione di nuove ed originali creazioni basate su questo genere.
 
Jorge Omar Kohan
Jorge Omar Kohan
 
Vivacità intellettuale e curiosità, unite a una profonda conoscenza della antica tradizione musicale argentina, caratterizzano questo interessante artista; qualità che,  in una felice mescolanza, gli sono valse recentemente numerosi e  importanti riconoscimenti editoriali e discografici.  
Oggi, in Argentina, il tango appartiene alla tradizione o è considerato un'espressione attuale?
Per fortuna entrambe le cose (è cambiato molto negli ultimi anni). Il primo a rinascere è stato il Tango tradizionale. Con il ballo e con la creazione di insiemi e orchestre tipiche "a la manera", di eccezionali formazioni dell'epoca d'oro (anni '40). Poi sorsero gruppi pionieri che presentavano Piazzolla e nuove composizioni. La Camorra, di cui facevo già parte, fu uno di questi gruppi. In quel momento (1992) era molto difficile presentare opere perché il pubblico voleva ascoltare solo ciò che già conosceva.  In seguito apparve una gran quantità di musicisti molto ben preparati, fino ad arrivare al momento attuale, nel quale quasi tutti vogliono comporre e trovare il proprio "stile". Il pubblico non è di massa come 50 anni fa ma il Tango è considerato come un'espressione di attualità.
 
Cosa vorresti suscitare in chi ascolta o suona la tua musica: immagini o sensazioni?
Entrambe le cose.
 
Nel comporre sei razionale o "sensoriale"?
Entrambe le cose! 
 
Le tue composizioni hanno titoli molto particolari, che si riferiscono a sensazioni o a immagini di vita quotidiana. Mi riferisco, solo per esempio, a brani come En la neblina (opera vincitrice del II concorso di composizione Brescia Chitarra Contemporanea 2009), En mi casa me salía, Cinco estudios tangueros (opera vincitrice del II concorso di Composizione Suoni Nuovi Autori 2008) o anche ai brevi ma interessantissimi brani Milonga de l'eclipse e Image del Barrio Alegre scritti recentemente per la collana didattica Ciao Chitarra!!! Si direbbe che tu abbia una sensibilità anche pittorica, che ti spinga a dipingere usando materiale sonoro piuttosto che colori e pennelli... É così?
Questa è una domanda molto bella a cui è abbastanza difficile rispondere! Alcuni pezzi possono avere una relazione o essere ispirati a foto, pitture, racconti o ad altre opere letterarie. Però è raro che abbiano una relazione diretta con queste. Non hanno un'unica "spiegazione" ed è raro che rivelino un significato. All'inizio mi è piaciuto, si, cercare immagini e sensazioni di vita quotidiana e per questo ho scelto sonorità, modi di armonizzare, ritmiche, timbri, texturas e colori molto vari.Però mi sono reso conto che voglio anche far partecipare l'ascoltatore con la propria esperienza di vita. Per questo il titolo è molto importante. Imagen del barrio alegre, per esempio... Magari so molto bene a che quartiere e a che immagine è dedicato ma mi sembra molto più interessante che l'ascoltatore trovi la propria immagine del quartiere. En mi casa me salía evoca innumerevoli momenti di qualche lezione di chitarra, o di musica in generale: chi, dopo aver suonato non tanto bene un brano, non ha mai detto qualcosa di simile a: "a casa lo suonavo molto meglio"? ... Quasi tutte le mie opere hanno vari significati... 
 
Hai inciso diversi CD con il gruppo La Camorra. Come lavorate per creare il vostro repertorio?
Ognuno dei CD de la Camorra è stato concepito e concretizzato in modo diverso. Dedichiamo sempre buona parte del tempo a parlare, proporre, scegliere la musica e prendere in modo democratico le decisioni che ci aprono la strada.L'insieme è nato nel 1992 come trio (Bandoneón / Violino/ Chitarra); poi, nel 1996, si sono aggiunti il contrabbasso e il pianoforte. Però da allora non abbiamo mai cambiato nessun componente del gruppo.- Nel 1993 abbiamo inciso "ESCOLAZO", in trio. È stata la prima carta di presentazione di un insieme atipico: giovani che avevano un'età media di 19 anni, in un'epoca in cui il tango sembrava essere patrimonio delle generazioni precedenti.- Nel 1998 abbiamo registrato "ABRAN CANCHA", in quartetto. Rappresenta un passo in avanti: lo stile si fa più ritmico, aumenta la diffusione.- Nel 2002 "TANGO, CIUDAD AMADA" (LOLA records- Madrid). Contiene un 50% di musiche di Piazzolla e l'altro 50% di composizioni del gruppo. C'è un gran salto, non siamo più un "gruppo giovane" e cominciamo ad avere grandi progetti internazionali (miglior CD "off jazz" per Cuadernos de Jazz  -Madrid)-Nel 2003 incidiamo "RESURRECCION DEL ANGEL,seguendo la stessa linea del CD precedente di cui questo è una sorta di Volume 2.- Nel 2006, con "12 POSTALES", faccio il mio debutto discografico come compositore. Tutti i brani sono composti dai componenti del gruppo. È il Cd che volevamo fare da tanto tempo!- Nel 2008 registriamo "QUE LE ESTAN HACIENDO AL TANGO" (15 anni/ dal vivo). E' un altro piacere che noi definiamo come il racconto della nostra storia in uno spettacolo con registrazioni (audio e video) dal vivo!!! Presto verrà editato un DVD con questo materiale e con altre riprese fatte in diversi Tour in Europa e in Brasile. 
 
La tua carriera come  solista è iniziata dopo, pensi di darle più spazio adesso?
La mia carriera come solista in realtà non è cominciata dopo ma prima. E' successo che si è interrotta per l'intensa attività con La Camorra. Con questo gruppo ho trovato prima di tutto una proposta sonora originale e omogenea e poi  anche la buona motivazione di poter suonare in festival e teatri a cui difficilmente accede un solista. Per esempio ho potuto suonare in occasioni e contesti quali il Festival jazz di Madrid (condividendo il cartellone con figure come Keith Jarret) o il Palau de la Música di Barcellona. E prossimamente ci sarà il debutto delle mie opere per quintetto e Orchestra sinfonica! Negli ultimi anni ho potuto riprendere la mia carriera come solista e spero che questa attività possa continuare in crescendo.Nel 2007 ho inciso il CD UN DESFILE DE EXTRAÑAS FIGURAS come sintesi della mia traiettoria fino a lì.  I punti base di questo lavoro sono: La Chitarra - Il Tango - Il contemporaneo. Contiene mie versioni di una serie di tanghi antichi, tre pezzi di Hector Ayala, una sezione attuale con composizioni di Astor Piazzolla (arrangiamenti per chitarra e flauto) e altri brani di Luciano Jungman scritti appositamente per me. 
 
Con il tuo ultimo progetto discografico, che ti vede in veste di autore e interprete, hai vinto l'importantissimo "Fomento a las Ediciones discograficas de TANGO" del Fondo Nacional de las Artes in Argentina. E' un riconoscimento importantissimo, te lo aspettavi?
 
Finora è stato più facile il riconoscimento all'estero che in Argentina, quindi non me lo aspettavo.Tutte le opere sono mie composizioni degli ultimi tre anni, compresi alcuni brani didattici come i 5 Estudios Tangueros e la Tango Sonatina. Ma sono molto felice di questo riconoscimento, mi conferma che anche come solista sto facendo un buon cammino. Avrò due invitati "di lusso": Victor Villadangos, uno dei migliori chitarristi argentini e una gran persona e Sebastián Prusak, violinista de La Camorra e Artista con la A maiuscola, con il quale registrerò la Suite per violino e chitarra che ho composto per lui. 
 
E' un momento d'oro per te. Ti è mai capitato di dubitare che il tuo lavoro venisse riconosciuto?
Arrivo ad avere un trascorso di quasi 30 anni con la musica, 17 dei quali con il genere del Tango. E pochi anni, ma molto intensi, con la composizione. Non dovrei dubitare. Però sono molto esigente e autocritico con me stesso.  Continuerò cercando di migliorare e di evolvermi per meritare maggior riconoscimento! 
 
Tra le attività di composizione, interprete e insegnamento quale ti ha dato di più e a quale hai dato finora più cuore?
Per la quantità di anni, l'attività di interprete. Però la composizione mi ha trasformato molto rapidamente, è qualcosa che faccio con moltissimo entusiasmo. Al tempo stesso mi ha dato istantaneamente dei riconoscimenti. Credo che presto diventerà la mia attività principale. Ah, però adoro le combinazioni!: interpretare mie composizioni e dare lezioni su opere proprie. A parte tutto questo, credo che ciò che faccio meglio sia... dare lezioni. 
 
Cosa pensi che la musica possa regalare all'umanità e al singolo essere umano? Cosa, invece, la società le impedisce di regalare?
Senza dubbio la musica possiede un grande potere di trasformazione. Può commuovere come nessun'altra espressione. Che succederebbe, solo per esempio, se togliessimo la musica a grandi opere cinematografiche? Le società rette da interessi milionari di grandi corporazioni, tra le tante altre cose, maneggiano la diffusione di prodotti che sono "utili" al loro commercio. Questi prodotti, che di solito sono di bassissima qualità, occupano spazi (in questo caso sonori) e relegano i veri prodotti artistici, che in tal modo possono essere apprezzati solo da una porzione minoritaria della società. Il grande potere di trasformazione della musica sta in chi la pratica. Per questo è fondamentale l'educazione dei bambini (prima di insegnare in Conservatorio sono stato per 20 anni docente di chitarra in una scuola per bambini). I bambini con un'attività musicale intensa sviluppano la loro sensibilità, il senso critico, esercitano la loro intelligenza, imparano a gestire il loro tempo, sono più ordinati, solidali... 
 
Pensi che il mondo sarebbe migliore se il valore educativo della musica venisse maggiormente riconosciuto?
Senza alcun dubbio. Nella musica si riflette l'intenzione di migliorare la qualità della vita delle persone (compreso il mero divertimento). Però ancor più quando l'educazione musicale è maggiormente presente perchè si entra in contatto con molti altri aspetti "occulti" dell'opera d'arte, cosa che non dovrebbe essere una prerogativa dei soli musicisti. 
 
Sul tuo sito c'è un'immagine di te da bambino, cammini con una chitarra in mano, forse cantando... Dove stavi andando? ... E dove stai andando ora?
Ho scelto quella foto perché trasmette una relazione di totale felicità con la musica. Questo non è cambiato! E' la relazione che spero di trasmettere ai miei allievi e ai miei ascoltatori.